Noi tutti cittadini dell’UE veniamo incoraggiati attivamente a saperci relazionare anche con cittadini di nazionalità diversa dalla nostra grazie alla conoscenza delle altre lingue europee.
I vantaggi che ne derivano si concretizzano a livello di facilità negli spostamenti e introduzione in un mercato unico basato su stipula di contratti interculturali eliminando eventuali incomprensioni .
Se a questi vantaggi aggiungiamo una maggiore semplicità nell’immissione nel mondo del lavoro, la possibilità di relazionarsi con culture e modi di vivere diversi dai nostri e una maggiore autostima, otterremo maggiori stimoli all’apprendimento delle lingue. Il multilinguismo ci viene incontro incrementando la competitività dell’economia europea creando nuovi posti di lavoro.
Da un sondaggio Eurobarometro, volto a mostrare quante persone sanno intrattenere una conversazione in almeno due lingue, emergono risultati non molto favorevoli al multilinguismo in Europa; fanalini di coda, sono l’Italia e il Portogallo, in cui solo il 64% della popolazione ha padronanza di una lingua diversa dalla propria lingua madre. Migliori , invece, sono le situazioni del Lussemburgo (99%), seguito da Lituania, Malta e Lettonia (90%), per finire Regno Unito , Spagna e Ungheria (70% circa).
Imparare una lingua, è una cosa che tutti possono fare a qualsiasi età, tanto meglio se il processo di apprendimento inizia in maniera ferrea già a partire dal periodo della carriera scolastica, tramite progetti e iniziative di cui si fa carico la scuola, quali gemellaggi, visite guidate e dialoghi con esperti madrelingua.
L’impegno europeo, volto a diffondere il multilinguismo nel continente, ha fatto sì che l’Europa fosse uno dei leader nella tecnologia lingustica e lo sviluppo di tali strumenti è diventato una priorità linguistica che ha reso sempre più fitta la rete delle relazioni internazionali, rendendo economicamente conveniente per le imprese europee la collaborazione sul mercato unico europeo.
Per concludere, l’Europa, tramite le tecnologie linguistiche, vuole anche promuovere e preservare le diversità culturali come patrimonio europeo da mettere alla portata di tutti. Nella carta dei diritti fondamentali, assieme all’apertura ad altre culture, al rispetto dell’individuo, alla tolleranza e all’accettazione dell’altro, figurano gli artt. 21 e 22 i quali vietano qualsiasi forma di discriminazione che scaturisce da numerose cause tra cui la lingua.